SME Fund EUIPO 2026: Guida ai voucher per marchi e design
Il 2 febbraio scorso si è aperta la finestra temporale per la richiesta dei voucher SME Fund 2026 dell’EUIPO. Dopo due giorni dall’apertura, appare utile condividere alcune riflessioni sul meccanismo del bando e su come utilizzarlo in modo efficace, andando oltre il semplice aspetto del risparmio economico.
Il principio di non retroattività: UN ERRORE DA EVITARE
La regola più importante – e più spesso sottovalutata – del Fondo PMI è la sua non retroattività assoluta. Qualsiasi deposito effettuato prima della notifica di concessione del voucher non sarà rimborsabile.
Questo crea un paradosso temporale che molte imprese non gestiscono correttamente: da un lato, c’è la pressione di agire velocemente perché il fondo opera secondo il principio “first-come, first-served”; dall’altro, depositare troppo presto significa perdere il rimborso.
Il punto di equilibrio sta nella comprensione del processo:
- La richiesta del voucher richiede pochi giorni
- La concessione arriva solitamente entro 15 giorni lavorativi
- Una volta ricevuto, si ha un mese (prorogabile) per “attivarlo” con il primo deposito
Questo significa che, in totale, ci sono dalle 4 alle 6 settimane tra la richiesta del voucher e il momento in cui è necessario procedere al deposito effettivo.
Il valore reale della finestra temporale: la ricerca di anteriorità
Ed è proprio in questo periodo che si colloca l’attività più importante dell’intero processo: la verifica della registrabilità del marchio.
Il voucher, infatti, copre le tasse di deposito ma non valuta la solidità giuridica del segno. Un marchio può essere rigettato per mancanza di distintività, per conflitto con diritti anteriori, per descrittività. In tutti questi casi, il voucher rimborsa comunque le tasse pagate (e quindi riduce la perdita), ma l’impresa si ritrova senza protezione effettiva.
La ricerca di anteriorità professionale è lo strumento migliore per ridurre questo rischio. E il periodo di attesa del voucher è il momento ideale per effettuarla, senza stress temporali.
La matematica del rimborso: quando conviene e quando no
Per il voucher marchi e design, i numeri sono i seguenti:
- 75% di rimborso per depositi nazionali (UIBM) ed europei (EUTM)
- 50% di rimborso per depositi internazionali (Sistema di Madrid)
- Tetto massimo: 700€ per impresa
Un marchio dell’Unione Europea costa 850€ di tasse. Con il rimborso del 75% (637,50€), il costo vivo scende a 212,50€. Un marchio nazionale italiano costa 149€ (101€ di tassa + 48€ di bollo), con un rimborso di 75,75€ (perché l’imposta di bollo non viene conteggiata ai fini del rimborso poiché non è una tassa) il costo effettivo che rimane a carico dell’impresa è di circa 73€.
Il tetto di 700€ permette di sfruttare appieno il voucher con un deposito europeo, oppure di effettuare più depositi nazionali utilizzando il residuo.
Chi può accedere: l’inclusività sottovalutata
Un aspetto spesso ignorato è l’ampiezza della definizione di “PMI” ai fini del bando. Sono ammessi:
- Società di capitali e di persone
- Ditte individuali
- Liberi professionisti con partita IVA attiva
Quest’ultimo punto è particolarmente rilevante: un consulente, un designer, un creativo con partita IVA è equiparato a una microimpresa e può accedere al fondo. La protezione del personal brand professionale rientra a pieno titolo nel perimetro del bando.
Le date e l’esaurimento dei fondi
Il bando ha una data di chiusura prevista fissata al 4 dicembre 2026 tuttavia, nelle edizioni precedenti, i fondi si sono esauriti ben prima della scadenza di calendario. Il budget complessivo di circa 18 milioni di euro viene allocato in ordine cronologico di arrivo delle domande.
Non è possibile prevedere con certezza quando i fondi si esauriranno, ma l’esperienza suggerisce che rimandare la richiesta oltre la primavera significa correre il concreto rischio di non trovare più fondi dal momento che le risorse sono già state integralmente allocate e/o impiegate.
Va anche detto che, seppur residuale, esiste la possibilità che a fronte di una momentanea indisponibilità di fondi, il voucher risulti nuovamente disponibile in un secondo momento ad esito di rinunce, decadenze o erogazioni parziali dei voucher concessi.
Approccio consigliato
La strategia che consigliamo ai nostri clienti è la seguente:
- Immediato: Preparare la documentazione necessaria (visura camerale aggiornata, certificato partita IVA) e presentare la domanda di voucher
- Nelle settimane successive: Mentre si attende la concessione, effettuare una ricerca di anteriorità professionale per validare la registrabilità del marchio
- Solo dopo la concessione: Procedere al deposito e attivare il voucher
Questo approccio consente di massimizzare sia il vantaggio economico che la sicurezza giuridica dell’operazione.
Una precisazione finale
È importante ricordare che anche chi ha già beneficiato del fondo nelle edizioni precedenti può presentare nuova domanda per il 2026. La proprietà intellettuale è un asset dinamico: nuovi prodotti, nuove linee di servizio, espansione in nuovi mercati possono richiedere ulteriori tutele.
Per ulteriori informazioni è possibile consultare l’articolo di approfondimento qui pubblicato l’anno scorso, le cui informazioni in merito a prerequisiti, documenti e procedura rimangono validi anche per l’edizione 2026 e, chiaramente il sito ufficiale dell’EUIPO.